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Domanda: Paura che col passare del tempo possa peggiorare

Gentilissimo, Le scrivo per chiedere un parere. Siamo sposati da 5 anni con un bimbo di 16 mesi. La vita matrimoniale non ha mai avuto inflessioni negative ed è sempre vissuta serenamente da entrambe le parti. Così anche la vita sessuale (con una pausa dovuta a tutto il periodo di gravidanza difficile e i "rallentamenti " che un la vita con un bimbo possono creare).

La mia richiesta nasce dalla possibilità di migliorare da parte di mia moglie il desiderio sessuale e il beneficio che se ne possa trarre. Lei accusa l'assenza di orgasmo nei rapporti, anzi, dice di non averne mai vissuto uno. Sebbene questo non precluda del tutto il piacere sessuale quantomeno, pare ridurlo e, per via di questo, se ne affievolisce il desiderio e il coinvolgimento.

Alla luce di ciò, viste poi le difficoltà della vita sessuale con un bambino piccolo e per quanto il lavoro ci costringa lontani, la mia paura è che col passare del tempo possa peggiorare e cancellare ogni attrazione da parte sua.

Grazie dei preziosi consigli. D.

Risposta:

Gentile lettore, parlare e confrontarsi su questi temi è il primo passo per risolverli, quindi il fatto che ne stiate parlando e che possiate provare a ragionare insieme su come risolverli è già un passo verso una direzione di maggiore benessere.

Nella situazione che descrive, stiamo parlando di un disturbo dell'orgasmo femminile primario e generalizzato di sua moglie che, nel tempo, teme potrebbe portare a un disturbo del desiderio sessuale e dell'eccitazione sessuale femminile secondario con conseguenze per la relazione di coppia.

Entrambe le difficoltà sono argomenti di lavoro importante, ma, procedendo per priorità, sebbene il problema nell'orgasmo possa aver causato il minore desiderio sessuale, è necessario che ci sia del desiderio sessuale per essere motivati a lavorare sulla difficoltà dell'orgasmo; quindi è utile che pensiate di lavorare su questi argomenti finché vi è il desiderio sessuale, altrimenti, aspettando, è possibile che venga meno la motivazione a migliorare il vostro benessere sessuale o che lavorare su questi temi aumenti di complessità.

E’ interessante che la sua partner condivida con lei oggi, dopo 5 anni e una gravidanza, una difficoltà che la accompagna da sempre e che non nasce in questo momento della vostra vita. Come mai parlarne ora? Nella sua domanda scrive infatti di una gravidanza e una genitorialità faticosa. La gravidanza può modificare il corpo femminile e creare (o risolvere) difficoltà nella sessualità, ma in questo caso il problema è precedente e quindi non collegato a cambiamenti fisici. E’ possibile che la genitorialità, con tutti i sacrifici che comporta, abbia innescato una sofferenza emotiva che, forse, la sua partner pensa potrebbe trovare sollievo nella sessualità.

Questa affermazione è contemporaneamente vera e falsa a seconda dei presupposti con cui la si mette in pratica. L'intimità e la sessualità possono essere una grande risorsa per una relazione di coppia e per una coppia genitoriale, ma, allo stesso tempo, approcciarsi alla sessualità con queste aspettative rischia di caricarla di un peso emotivo che le impedisce di essere la naturale espressione del benessere sessuale. La sessualità può sobbarcarsi facilmente il peso di altre difficoltà esistenziali se è una sessualità funzionale e piacevole, ma se si hanno delle difficoltà nella sessualità, provare ad appesantirla di ulteriori problemi a volte fa correre piuttosto il rischio di affossarla ulteriormente.

Potrebbe quindi essere utile che, in coppia, consultiate uno psicoterapeuta specializzato in sessuologia per affrontare il problema come tema di coppia e, al suo interno, che sua moglie possa esplorare più efficacemente il rapporto con il proprio corpo e con l'orgasmo, che è un tema personale che non nasce in coppia, ma la coinvolge sia nelle sue conseguenze dirette, sia nel modo di approcciarvi all'intimità e di comunicare riguardo la sessualità.

Spero di esserle stato di aiuto, non esiti a scrivermi per ulteriori dubbi.

Cordiali saluti




Domanda: È possibile che una zona erogena perda sensibilità?

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Domanda e risposta a un uomo di 27 anni che si interroga su come gestire il proprio desiderio sessuale che, durante la relazione attuale con la sua partner, riporta puntualmente il pensiero alle esperienze sessuali vissute in passato con persone transessuali. La confusione che ne emerge è data dalla complessità insita nello stabilire un contatto chiaro con i propri pensieri e il desiderio sessuale. In alcuni momenti il pensiero torna puntualmente alle esperienze passate, ma forse questo più che essere la risposta alle sue domande, è espressione del valore emotivo delle esperienze passate e della difficoltà che forse sta vivendo in questo periodo della sua vita e che non riesce a riconoscere. I pensieri non ci dicono sempre la verità, non sono espressione della nostra "vera natura", ma piuttosto sono lo strumento con cui possiamo esplorare la vita e i suoi significati tenendo conto dei limiti che a volte li rendono poco affidabili.
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